Non andavo allo stadio da un paio di anni. Perchè il ragazzo che mi accompagnava era partito e perchè il Taranto era retrocesso in serie C dopo decenni in B. Poi un giorno un mio amico mi disse, "andiamo allo stadio domenica? Il Taranto stà andando bene e in curva è nato un gruppo e si divertono tanto, si chiamano ULTRA'". Così è nata la mia esperienza in curva, avevo 12 anni. Da allora ho sentito tanti giudizi sugli ultrà, molte volte senza sapere neanche di cosa si parlava. I gruppi ultrà sono nati per sostenere la squadra di calcio, il nome deriva dagli "ultrà" francesi, gruppi militari della guerra di algeria e il nome per esteso sarebbe "ultra mortem" cioè oltre la morte. Spesso la tendenza politica di questi gruppi era di sinistra, in linea con il clima politico sociale del tempo (contestazioni studentesche, operaie, BR e quant'altro. Il nome Brigate Rossonere del Milan fu dato in onore alle Brigate Rosse).
Per me gli ultrà erano un gruppo in cui si poteva vedere la partita sostenendo la squadra con cori e colore, divertendosi un mondo e sentendosi partecipi del risultato, non solo spettatori. All'inizio davamo fastidio agli spettatori che erano abituati a vedere la partita in tranquillità ma in poco tempo il fenomeno ultrà è diventato trendy tra i giovani (tante le ragazze in curva) e uno spettacolo nello spettacolo per gli spettatori degli altri settori dello stadio.
Però si materializzarono presto i rovesci della medaglia. Primo: la presenza di delinquenti in curva. Era un problema di realtà complicate un pò in tutto il sud e nelle grandi città, questo faceva si che la curva (come ancora adesso) diventasse un luogo di spaccio della droga. Secondo: la violenza. Scontri con altre tifoserie ci sono sempre stati. Le scazzottate con tifosi di altre squadre spesso erano inevitabili perchè non c'era divisione tra i tifosi di due squadre, si stava gomito a gomito e bastava niente per accendere una rissa, ma tutto finiva lì e mai bisognava recarsi in ospedale. Con la nascita dei gruppi ultrà prese moda l'abitudine delle trasferte di gruppo e così le scazzottate tra due tifosi o tre diventarono mega risse. Il mezzo di trasporto, il più delle volte il treno, favorì gli incontri in luoghi anche lontani dallo stadio (autogrill, stazioni, piazze) dovuto anche alla maggiore visibilità dei tifosi.
I veri problemi sono nati quando sono venuti fuori i coltelli e quando le risse sono diventate vere e proprie aggressioni mortali. Nazzareno Filippini era un tifoso dell'Ascoli, a pochi metri dallo stadio fu aggredito da cinque o sei ultrà dell'Inter, calci e pugni. Se passate da Ascoli, sul ponte vicino lo stadio c'è la lapide che ricorda quell'episodio e sempre tante sciarpe. Fu la prima volta che un tifoso moriva per un aggressione diretta di un gruppo ultrà.
Ma il fenomeno non ha mai conosciuto crisi. Perchè nei giovani ha sempre molta presa la sensazione di appartenenza. Simboli, canti, colori e rivalità, il cocktail perfetto per un giovane che vuole esprimere la sua vitalità in gruppo, e soprattutto la sua aggressività propria di adolescente. Il problema è che questo fenomeno è diventato subito un business. Alcuni gruppi sono diventati delle società che fatturano e con un giro di affari milionario. I rapporti con le società di calcio di riferimento sono diventati subito morbosi. Spesso la contestazione ad un presidente deriva da motivi economici e non sportivi (vedi la curva nord laziale contro Lotito). I Fighters e i Drughi, ultrà della Juve una notte si sono dati appuntamento in una piazza e se le sono date di santa ragione, qualcuno ha rischiato la vita, altri hanno dovuto scontare periodi di galera. Perchè? Per la spartizione degli introiti del merchandising.
I rapporti con le forze dell'ordine sono marci, ma i motivi vanno ricercati anche nella gestione dell'ordine pubblico da parte di funzionari di polizia. Molte volte, e lo dico per esperienza diretta, situazioni tranquille si sono trasformate in incidenti per colpa delle "forze dell'ordine". Basta poco, si arriva e si provoca, magari una perquisizione, un ordine strano e la tensione che cresce, così la carica arriva in un attimo, confidando nella reazione di persone non proprio angioletti. tanto la colpa non cadrà mai sulle forze dell'ordine. Per capire bisogna starci dentro. L'episodio di Gabriele Sandri è illuminante. Il comportamento della polizia in tutta la vicenda è stato vergonosa.
Se sono cambiati gli ultrà è anche perchè la società è diventata più violenta. In generale. Ma spesso il fenomeno ultrà per le forze politiche e per i benpensanti è solo il pretesto per giustificare una violenza che è stata creata da una società violenta.
Per il mio calcio era un fine settimana delicato. Il Taranto giocava contro l'Ancona, squadra rivelazione del campionato di C1 e capolista fino a qualche settimana fa. Noi eravamo in un buon periodo dopo la burrasca delle contestazioni, risultati negativi e incidenti delgi ultras. La sentenza del Consiglio Federale che ha annullato la sconfitta a tavolino contro la Massese lasciava presagire il bel tempo. L'Ancona è una buona squadra, ben messa in campo, con due laterali molto incisivi e un centrocampo fitto. Fortunatamente c'ha pensato San Davide Dionigi. Entrato pochi minuti prima, raccoglie un assist di testa di Vincenzino De Liguori e con un pallonetto trafigge il bravo Guarna, che aveva fatto in precedenza un paio di miracoli. Vittoria importantissima! Adesso la zona play off è a meno 4 (e siamo in attesa che ci facciano recuperare una partita). Mercoledì giornata di recupero e si va a Lucca, squadra forte che punta al salto di categoria. Io ci credo nel Taranto, ha una rosa molto forte e spesso impone il suo gioco, solo che non concretizza. Con il recupero di giocatori importanti come Dionigi, Cammarata, Caccavallo e Mancini può vincere contro chiunque su qualunque campo. Ne vedremo delle belle e spero che i tifosi ritornino a fare i tifosi invece di contestare qualsiasi cosa.
La Juve ha vinto soffrendo, non era facile, l'Atalanta veniva dalla goleada di domenica scorsa. Ci ha pensato Pavel Nedved, dimostrando che quest'anno la Juve può lottare per entrare in zona Champions ma null'altro. L'Inter, poi, non perde un colpo e non vedo quale altra squadra la può impensierire. La Roma, secondo me, pur giocando bene non ha la forza per vincere lo scudetto. Impressiona l'Udinese che è quarta e sembra avere una rosa che può lottare per la più importante competizione europea.
Infine noi amatori. Sabato sera abbiamo vinto 2-0 contro una squadra che aveva solo un punto meno di noi, il Villa del Fuoco (niente paura, è il nome di una zona di Pescara). Nel primo tempo abbiamo giocato bene ma non riuscivamo a segnare, io mi sono mangiato un gol fatto. Poi un tiro di Patrizio rimpallato come un flipper è finito dentro e ci siamo tranquillizzati. Nel secondo tempo però gli avversari ci hanno pressato e siamo andati in difficoltà. Ho ridisegnato l'attacco per non farci schiacciare troppo ma siamo riusciti a mangiarci dei gol impossibili da sbagliare. Ma a pochi minuti dalla fine un contropiede portato da me ha causato la seconda autorete e la fine della partita. Adesso aspetto gli altri risultati ma abbiamo fatto un bel salto in classifica. Sabato prossimo big match contro i Rangers, la squadra degli ultrà del Pescara, ci dicono che sono molto rissosi, speriamo bene.
Buon inizio di settimana a tutti.
Un blog sul calcio. Perchè? Perchè di calcio sono cresciuto. Quando ero piccolo tutto quello che rotolava era un pallone, ogni angolo della casa e del mondo era uno stadio e la mia fantsia correva ai campioni che vedevo in tv. MIo cugino mi insegnò a tifare Juve, un ragazzo che abitava nel mio palazzo, quando avevo 5 anni, mi portava a vedere il Taranto allo stadio. Non posso non parlare di calcio.
Poi ho cominciato a giocarlo, a 9 anni ero capitano della squadra pulcini. A 12 anni ero in curva per la prima volta a fare l'ultras, a 14 presi un treno e da Taranto andai a Torino a vedere il derby, a 15 fui tesserato con il Taranto, a 17 ero in prima squadra, serie B, a 37 ho smesso. Ho preso il patentino da allenatore e ho avuto la mia prima esperienza nel campionato di eccellenza, ho allenato anche i bambini della scuola calcio. Insomma conosco il calcio e il calcio conosce me.
Adesso gioco e faccio l'allenatore con una squadra amatoriale, per divertirmi.
racconterò il calcio come lo vedo io. La nazionale, la serie A, il Taranto in C, il mondo ultras, le mie partite amatoriali.
Spero di incuriosirvi. Insultatemi pure.
Benvenuti nel mio blog sul calcio...





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